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Central Kalahari, Makgadikgadi Pans, Nxai Pans

Immutato nel tempo, esteso per 1.200.000 chilometri quadrati, il Kalahari è un deserto anomalo formato da sabbie e detriti, attraversato da fiumi effimeri, squassato da violenti temporali in estate e generalmente ricoperto da una vegetazione di arbusti spinosi e erbe. Il deserto, che è uno degli elementi geologici più importanti dell’Africa, si estende in ben sette Paesi, (Botswana, Zambia, Sud Africa, Zimbabwe, Namibia, Angola e Zaire). Il Kalahari, chiamato del popolo degli Tswana Kgalakgadi, nacque quando l’Africa faceva ancora parte del Gondwana. Per 10 milioni di anni la superficie delle rocce venne erosa dal dilavamento delle acque e ridotta a cumuli di sedimenti chiamati Karoo. Quando il Gondwana si divise, l’attuale Africa Australe venne ricoperta da una superficie di circa 9 chilometri di lava. Ancora una volta l’erosione ed il dilavamento delle acque fecero grandi mutamenti, con il passare del tempo si creò infatti l’altopiano quasi pianeggiante che oggi forma l’Africa Meridionale. L’inaridimento progressivo del clima ed il deposito di sedimenti, unitamente alle attività tettoniche sempre più violente fecero sì che ad Ovest si incominciasse a formare il Great Rift, che provocò una spaccatura nel territorio, che terminava con una serie di faglie in Zimbabwe e nel Botswana Settentrionale. Le tensioni che si vennero a creare fecero sì che nascesse una depressione poco profonda nell’altopiano originario. Il sollevamento progressivo dei bordi della depressione fece deviare il corso dei fiumi. In tempi più recenti, quando le piogge erano più copiose, la depressione si colmò d’acqua: vennero a crearsi il grande Lago, oggi asciutto, del Makgadikgadi Pans, oltre ai laghi minori della Mababe Depression e Ngami.
Nel remoto angolo Sud Occidentale del Botswana si trova l’immensa riserva chiamata Gemsbock National Park, che confina ad Ovest con il Kalahari Gemsbock National Park in territorio sudafricano; i due parchi uniti formano una delle regioni più incontaminate del mondo.
La Central Kalahari Game Reserve copre un’area di 52.000 chilometri quadrati ed è la più grande zona protetta dell’Africa. E’ una zona arida coperta di vegetazione bassa, dove vivono gnu, eland, kudu, ghepardi, leopardi e licaoni, oltre alle iene, ai facoceri ed ai leoni. Famosissima è la Deception Valley, dove Mark e Delia Owens studiarono il comportamento della iena bruna poi descritto nel libro “Cry of the Kalahari”. La valle, la cui distesa è interrotta da tre valli laterali (Okwa, Quoxo e Passarge) è un formidabile habitat per tutti gli animali. Le valli della zona ospitano anche una esigua popolazione di San e Bakgalakgadi, che hanno abbandonato le vecchie abitudini nomadi per stabilirsi qua, ma in tutto si tratta circa di 800 persone.
Le grandi saline Sua (Sowa) e Ntwetwe, con una superficie totale di 12.000 chilometri quadrati, costituiscono i Makgadikgadi Pans, che non sono da confondere con il parco omonimo situato in una porzione delle Ntwetwe Pans. Il paesaggio è lunare, il caldo torrido e i miraggi frequenti nelle stagioni peggiori, mentre a dicembre inizia a piovere, l’erba diventa verde e gli animali si dirigono in queste zone. Questo è il periodo in cui anatre, oche, pellicani e fenicotteri nidificano qui.
Agli inizi degli anni ’70 vennero creati i Parchi nazionali di Makgadikgadi Pans e Nxai Pans, entrambi interessati prevalentemente dalle migrazioni degli animali e perciò accorpati in quanto complementari. Alla costruzione della nuova strada asfaltata il Parco Nxai Pan venne esteso fino a comprendere il territorio dei Baines’ Baobab.
La parte di Parco chiamata Makgadikgadi Pans Game Reserve si estende per circa 3.900 kmq e comprende saline, praterie ed una bella savana. Gli animali sono abbondanti ma sono liberi di muoversi in quanto la zona non è cintata, per questo è difficile poter trovare le grandi concentrazioni che si possono vedere per esempio nel Chobe, creato artificialmente. Durante l’inverno, più arido, gli animali si concentrano generalmente lungo i fiumi, ma durante la stagione delle piogge tra febbraio ed aprile immensi branchi di zebre e gnu migrano verso Nxai. Si possono vedere normalmente varie specie di antilopi, zebre, leoni, iene e talvolta ghepardi. Interessante la concentrazione di ippopotami sul fiume Boteti. A causa della poca acqua presente per la maggior parte dell’anno non si vedono elefanti e bufali.
Il Nxai National Park è più elevato sul livello del mare, per cui l’acqua, evaporando in questa zona non lasciò depositi salini. Il parco è molto interessante soprattutto durante la stagione delle piogge, periodo in cui si vedono enormi branchi di animali: gnu, zebre, antilopi e giraffe si radunano qui a migliaia, e con loro arrivano leoni, iene e licaoni che non possono rinunciare a tanta abbondanza di cibo. Famosi sono i Baines’ Baobab, un tempo chiamati Sleeping Sisters ed immortalati dai dipinti di Thomas Baines, naturalista, artista e cartografo che giunse in Botswana nel 1861.

 

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