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Il Delta dell’Okavango e la Riserva Moremi
Il Delta dell'Okavango, considerato uno dei più straordinari ecosistemi, con la sua area di 15.000 kmq. di canali, lagune ed isole, è il più esteso sistema idrico interno del mondo. Ciò che è più sbalorditivo è che questo immenso Delta, ricco di fauna e vegetazione, si trova al centro dell’arido Deserto del Kalahari. Le sorgenti dell’Okavango si trovano nei pressi di Nova Lisboa, sulle alture occidentali dell'Angola. Il corso d’acqua, dopo la sorgente, si unisce a numerosi affluenti formando il fiume Cubango, attraversa la sottile striscia del Caprivi in Namibia prendendo il nome di Kavango e finalmente, dopo un percorso di più di mille chilometri, entra in Botswana, nei pressi di Shakawe, prendendo il nome di Okavango.
Milioni di anni fa l'Okavango si gettava probabilmente nel fiume Limpopo e di lì arrivava al mare. In seguito sconvolgimenti tettonici ed il movimento delle faglie a poco a poco interruppero il corso del fiume e lo fecero deviare nel Kalahari. Fino ad alcune migliaia di anni fa le acque dell’Okavango alimentavano dei grandi laghi che occupavano l’attuale territorio dei Magkadikgadi Pans, Naxai Pans, Madabe Depression e lago Ngami. Il rialzarsi del livello del terreno e il massiccio depositarsi dei detriti hanno, col passare del tempo, causato l'odierna stagnazione che oggi costituisce il Delta. Il Delta tuttavia si modifica continuamente ed è difficile seguire i cambi di percorso dei vari canali e le isole che si formano in continuazione.
Le piene del fiume iniziano con le piogge in Angola, che vanno da ottobre ad aprile, giungono al confine fra Namibia e Botswana in dicembre per raggiungere la parte meridionale del Delta verso metà luglio, impiegando quasi nove mesi a causa della mancanza di dislivello nella zona del Delta (solo 60 metri in 450 chilometri!). Il delta si esaurisce nel Kalahari, una piccola parte delle acque defluisce nel Thamalakane, mentre il 95% dell’acqua che rimane evapora.
Questo strano movimento delle piene fa sì che straordinariamente il periodo delle piogge (tra novembre e marzo) coincida, nel Delta, con il periodo durante il quale l’acqua è più bassa e le attività nei campi sono inevitabilmente ridotte. Nella zona del Panhandle il periodo di massima affluenza dell’acqua è tra metà aprile e metà maggio, mentre nella zona della Chief’s Island e il Delta vero e proprio il livello ottimale dell’acqua va da fine maggio a fine giugno (ma si possono visitare fino a settembre); nella zona orientale del Delta la piena arriva a fine luglio, ma a questo punto l’afflusso è molto ridotto e praticamente ininfluente.
Il Delta si divide da Nord a Sud in varie parti: la Riserva Moremi, racchiusa ad Ovest dalla Chief’s Island e ad Est dalla penisola Moremi, è la zona dove si trovano le migliori strutture ricettive e si avvistano parecchi animali. Al margine del Delta si trova la Riserva Moremi, istituita nel 1965 per contenere le stragi della caccia di frodo, costituita da una delle zone in cui fauna e flora sono meglio conservate. In passato la riserva era territorio di caccia dei Batawana, una tribù che in seguito cedette allo stato una parte dei propri territori affinché potessero divenire riserva protetta. Nella Riserva si trovano concessioni private date in gestione alle migliori compagnie, con direttive molto rigide. I campi che si trovano nella zona offrono una grande varietà di attività: safari in barca o in imbarcazioni locali chiamate mokoro (plurale “mekoro”), ideali per visitare le zone di lagune e paludi; uscite con automezzi 4 x 4 diurne e notturne per osservare l’abbondantissima fauna; passeggiate per entrare in contatto con la natura incontaminata. La maggior parte dei campi ha dei rifugi che consentono ai visitatori di osservare in silenzio gli animali nel loro habitat naturale. Il miglior periodo per i safari fotografici va da maggio a ottobre, quando la vita animale è concentrata intorno alle aree alluvionali e la vegetazione è divenuta secca, il periodo migliore per il bird watching è invece durante la stagione delle piogge da novembre ad aprile: questo è il momento in cui fanno ritorno le popolazioni di uccelli migratori.
       
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