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COSTA DI MOMBASA DAL CONFINE CON LA TANZANIA A MALINDI

La costa del Kenya è una delle principali attrattive del Paese. Vi è una serie di spiagge bianche che si estende quasi ininterrottamente dalla Tanzania fino alla Somalia. Vi sono numerosi tratti di barriera corallina, ottimi luoghi per snorkeling ed immersioni subacquee; sulla terra ferma si trovano numerosi villaggi tradizionali e rovine di città-stato arabe.
Originariamente era abitata dalle nove tribù costiere dei mijikenda, che, pur decimate dalla tratta degli schiavi e parzialmente assorbite dalla cultura swahili, tuttora attribuiscono molta importanza alle foreste sacre, che difendono e rispettano: a questo si deve l'incredibile biodiversità tra le varie zone costiere.
I primi visitatori d'oltremare furono, su questo tratto di costa, i Shirazi, provenienti dalla Persia, che nel VI secolo iniziarono a condurre un'esistenza itinerante lungo la costa commerciando in avorio e pelli con la popolazione locale. Veleggiavano verso Sud nel periodo del monsone di Nord-est e ritornavano in patria con il monsone di Sud-ovest. Furono successivamente fondate basi commerciali quali Lamu, Manda, Pemba e Zanzibar, che divennero presto importanti centri di scambio.
Nel IX secolo sorsero le prime città-stato, che venivano chiamate Zanj el Barr (=africani neri) e poco dopo iniziò la tratta degli schiavi: annualmente un numero variabile da 2000 a 20000 persone veniva trasportato via mare verso piantagioni di altre zone dell'Africa oppure verso l'attuale Iraq ed il Sultanato di Oman. In questo periodo furono contratti molti matrimoni misti, che diedero origine alla civiltà swahili, che domina ancora oggi sulla costa.
La prima dominazione araba terminò nel XVI secolo, quando i Portoghesi di Don Francisco de Almeida vollero porre fine al predominio arabo sulla costa. Mombasa fu attaccata, distrutta e depredata delle immense ricchezze che vi si trovavano. I Portoghesi, in quanto interessati quasi esclusivamente al commercio, non esercitavano controllo diretto sulle città costiere e sulla loro amministrazione, ma pretendevano notevoli tributi per il vassallaggio alla corona portoghese.
Alla fine del XVI secolo fu costruito Fort Jesus di Mombasa, quale tentativo di insediamento stabile portoghese. Questo venne assediato, preso e perso così tante volte che, nel 1729, i Portoghesi rinunciarono a qualsiasi pretesa sulla costa. Il graduale declino delle città-stato lungo la costa è da attribuire tuttavia alle continue incursioni da parte di bellicose tribù provenienti dalla Somalia e da parte dei temibili Zimba, cannibali del Malawi.
Dopo i Portoghesi furono gli Omaniti che occuparono Fort Jesus, dopo un assedio di 33 mesi. In questo periodo vennero avviate diverse piantagioni di chiodi di garofano, con la conseguente maggiore richiesta di schiavi neri da impiegare nelle coltivazioni, contro la quale si scagliarono Livingstone e gli Inglesi, denunciando massacri e la continua violazione dei diritti umani.
In base ad un trattato stretto con gli Omaniti dagli Inglesi, il mercato degli schiavi di Zanzibar cessò la sua attività nel 1873 e la British East Africa Company si pose a capo dell'amministrazione del Paese affittando a tempo indeterminato dal sultano di Zanzibar tutta la striscia costiera.
Nel 1920 il Kenya divenne colonia britannica a tutti gli effetti e Mombasa fu scelta come capitale del British Coast Protectorate of Africa.
Quando il Kenya raggiunse l'indipendenza, il sultano di Zanzibar donò la costa al neonato governo kenyota.
La combinazione di siti di interesse storico, di porti commerciali, di splendide spiagge e di possibilità di immersioni subacquee hanno reso la costa celebre in tutto il mondo.
Mombasa, il più importante porto sulla costa orientale africana, è una città calda e ricca di storia. C'è un notevole miscuglio di razze e culture: vi sono africani ed inglesi, omaniti, indiani e cinesi. La religione predominante è quella musulmana.
Passeggiando per la Città Vecchia, che reca ancora molte testimonianze del suo turbolento passato, potrete ammirare molti deliziosi balconi e facciate dei negozi in legno decorato. L'attrazione principale della parte vecchia è Fort Jesus, la fortezza che domina l'ingresso al porto: fu costruita dai Portoghesi nel 1593 e cambiò occupanti nove volte tra il 1631 e il 1875. Trasformata oggi in museo, la fortezza presenta un'interessante combinazione di elementi architettonici italiani, portoghesi e arabi.
Il nucleo centrale della città si sviluppa sull'Isola di Mombasa, collegata alla terraferma tanto a Nord quanto a Sud. La stazione ferroviaria si trova al centro dell'isola, vicina a numerosi buoni alberghi, ristoranti e luoghi interessanti.
A Nord e a Sud di Mombasa ci sono alcune delle spiagge più belle dell'Africa: qui si trova un numero enorme di alloggi turistici, alberghi e resorts, principalmente a Diani, Bamburi, Shanzu, Watamu e Malindi. Le barriere coralline dei parchi marini di Mombasa, Mailindi, Watamu, Diani-Chale e Kisite-Mpunguti sono l'ideale per lo snorkeling e le immersioni.
L'interno offre alcune riserve che di recente sono state promosse come meta turistica e valgono veramente la visita, tra le quali ricordiamo l'Arabuko Sokoke Forest Reserve, con le innumerevoli specie di uccelli; la Shimba Hills National Reserve, nei pressi di Diani ed il Mwaluganje Elephant Sanctuary. Recentemente gli archeologi hanno inoltre portato alla luce diverse antiche rovine swahili, tra le quali Gedi e Kilifi.
La maggiore attrattiva della costa a Sud di Mombasa sono le bellissime spiagge che arrivano praticamente fino al confine con la Tanzania: Shelly Beach, Tiwi Beach, Diani Beach, Gazi Beach.
Le escursioni in dhow alle isole di mangrovie di Funzi e Wasini, vicino al confine, offrono l'opportunità di avere un'idea di com'era la costa prima dell'arrivo del turismo internazionale.
Da non perdere:
• una gita alla Shimba Hills National Reserve, che offre un meraviglioso paesaggio di valli scoscese, colline ondulate e lussureggianti macchie di foresta pluviale, dove si possono vedere numerosi elefanti, leopardi ed un'immensa varietà di uccelli, oltre alla rarissima antilope nera, dallo straordinario manto e dalle lunghe corna rivolte all’indietro;
• il Mwaluganje Elephant Sanctuary, ottimo esempio di tutela ambientale aperto per creare un corridoio lungo un'antica via di migrazione degli elefanti dalle Shimba Hills alla Mwaluganje Forest Reserve e comprende 2400 ettari di terreno aspro e splendido lungo la valle del fiume Cha Shimba. Il parco ospita più di 150 elefanti, molti altri animali e specie vegetali rare, tra le quali la cicladine, specie di palme primitiva che risale a più di 300 milioni di anni fa;
• la splendida piccola isola di Chale, rifugio tropicale dalla magnifica spiaggia e fanghi dalle proprietà terapeutiche, che si trova 20 km a Sud di Ukunda all’estremità di una penisola di mangrovie;
• la piccola isola di Funzi, che si trova a 35 km a Sud di Diani. Il villaggio principale si trova all'estremità meridionale dell'isola, mentre nelle insenature si possono avvistare coccodrilli e delfini.
• L'isola di Wasini, senza acqua nè corrente, è deliziosa ed offre al visitatore antiche rovine swahili ed i famosi "giardini di corallo," bizzarro paesaggio di formazioni coralline in mezzo alle quali si può addirittura camminare (tranne in alcuni periodi dell'anno).
• Nel corso della gita da Diani a Wasini si consiglia di visitare anche Shimoni, dove si trovano alcune interessanti rovine e tombe dell'epoca coloniale, oltre alle vecchie “grotte degli schiavi”.
• La barriere coralline del Kisite - Mpunguti National Park sono splendide: la Riserva si trova a breve distanza da Wasini ed è una delle migliori del Kenya. Il parco copre una superficie di 28 kmq di formazioni coralline intatte ed incontaminate. Nello Shimoni channel si possono avvistare delfini e, tra agosto ed ottobre, le balene gobbe.

Come la costa a Sud di Mombasa, anche la costa Nord è molto sfruttata dal punto di vista turistico, ma tale sviluppo si arresta a nord di Shanzu Beach. Le spiagge settentrionali sono invase dalle alghe in alcuni periodi dell'anno, ma sono generalmente sgombre da dicembre ad aprile.
Salendo da Mombasa si trovano: Nyali Beach, in realtà un sobborgo di Mombasa; Bamburi Beach, al largo della quale si trova il Mombasa Marine Park; Shanzu Beach, molto affollata; Kikambala, dall'atmosfera incontaminata e tranquilla; Watamu, con splendide spiagge e numerosi resort, al largo della quale si estende il Watamu Marine National Park, che ospita alcune magnifiche formazioni coralline e moltissimi pesci ed è di fatto è l'estremità meridionale della Malindi Marine Reserve. Nell'interno, alle spalle di Watamu, si trovano le incontaminate foreste dell'Arabuko Sokoke Forest Reserve e le rovine di Gedi. A Nord di Watamu si trova Malindi, storica cittadina swahili che risale al XII secolo ed è oggi una rinomata località di villeggiatura.
Da non perdere:
• Mtwapa, piccolo villaggio di pescatori non lontano da Shanzu Beach, dove si trovano alcuni eleganti ristoranti con una bella veduta sull’insenatura. E’ la destinazione per le cene dei gourmet più esigenti in vacanza sulla costa;
• Le rovine di Kilifi, che si trovano su un dirupo a picco sull’insenatura di Kilifi, dopo Vipingo. Il sito è stato abitato dalla fine del XIV secolo fino alla metà del XVII secolo ed abbandonato in seguito all’assedio della tribù dei Galla ed alla mancanza di riserve idriche.
Da vedere: la Grande Moschea con il bel mirhab decorato di splendide iscrizioni, alcune tombe scolpite, una piccola moschea, parti della cinta muraria ed una porta della città, oltre ad innumerevoli altre rovine sparpagliate nei boschi circostanti non ancora scavate ed identificate. Qui si trova anche il più grande baobab della costa;
• L'Arabuko Sokoke Forest Reserve è la più vasta distesa di foresta costiera endemica rimasta nell'Africa Orientale. Dichiarata sito protetto del 2002, ospita un numero elevato di uccelli di specie rare e ben 260 specie di farfalle. Qui si possono avvistare: l'uccello tessitore di Clarke, che si trova solo in questa riserva; l'assiolo di Sokoke, di appena 15 cm; l'akalat della costa Orientale; la pispola di Sokoke ed il tordo maculato. Diverse specie di tartarughe marine depongono le uova sulle spiagge intorno a Watamu e sono state avviate una serie di iniziative per proteggere queste specie a rischio di estinzione.
• Il Watamu Marine National Park, che si estende a circa 2 km dalla costa;
• A 4 km da Watamu si trovano le rovine di Gedi, uno dei principali monumenti storici lungo la costa. Nascosto nella foresta c’è un grande complesso di case, palazzi e moschee, reso misterioso dal fatto che Gedi non è citata in nessuna cronaca. Da quanto si è dedotto dalle rovine, la fondazione della città ed il suo sviluppo risalgono al XII secolo: sono state portate alla luce porcellane Ming, terrecotte persiane invetriate ed altri oggetti che indicano che gli abitanti godevano di una certa prosperità ed avevano passione per gli oggetti di lusso. La città venne inspiegabilmente abbandonata nel XVII o XVIII secolo, probabilmente causa della mancanza di risorse idriche e di una serie di eventi che indebolirono la città-stato. Il sito, circondato da due cerchia di mura, è ricco di atmosfera.
Da vedere: la Tomba Datata e la Tomba scanalata; la Grande Moschea; il Palazzo del governatore con l’annesso edificio costituito da quattro appartamenti con cortili privati; le case dal tipico impianto swahili, con cortile di ricevimento ed appartamenti separati per il padrone di casa e le sue mogli (notevoli la Casa della Cisterna, la Casa del Doppio Cortile e la Casa del Dhow, con antiche illustrazioni incise nell’intonaco delle pareti); la Moschea delle Tre navate, con il grande pozzo.
Malindi è il grande centro costiero del nord ed è nota anche per il suo meraviglioso Parco Marino con spiagge di roccia corallina bianca e limpide lagune. La città-stato swahili di Malindi raggiunse l’apice nel XIV secolo, quando era in conflitto con Mombasa e Paté per il controllo di questo tratto di costa. Era un importante stazione commerciale citata anche nelle cronache cinesi nel XV secolo. Il monumento più famoso è la colonna di Vasco de Gama, fatta erigere dall’esploratore portoghese nel 1498 per proteggere la navigazione: è in corallo ed è sormontata da una croce in pietra di Lisbona. Vi sono inoltre una chiesa portoghese, la Grande Moschea, alcune case tradizionali tra le quali La Casa delle colonne, ed il tempio Hindu.
La città vecchia è circondata da decine di resorts che si estendono lungo le spiagge a Nord ed a Sud.
A breve distanza dalla costa si estende verso Sud il Malindi Marine Park, che ospita alcuni grossi pesci, tra i quali gli squali balena e gli squali mako. Tra marzo e giugno la visibilità è ridotta a causa del fango portato del fiume Galana.
Poco distante da Malindi si trova l’interessante anomalia geologica chiamata Hell’s Kitchen, cioè la cucina dell’inferno, che si estende vicino a Marafa. Nel corso di millenni pioggia e vento hanno eroso la dorsale di arenaria, trasformandola in una serie di gole straordinaria.

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