Dove dormire in Swaziland e Lesotho

GOVERNO

LESOTHO

E’ una Monarchia indipendente dal 1966. In base alla Costituzione del 1964 il potere esecutivo è esercitato dal governo, responsabile davanti al Parlamento, che è composto dalla Camera dei Deputati e dal Senato, al quale è affidato il potere legislativo. In seguito al colpo di Stato militare del 1986 il potere è passato nelle mani di un Consiglio militare, fino alle elezioni del 1993, in cui il Partito del Congresso del Basotho ha sconfitto il Partito Nazionale, sostenuto dai militari. Oggi la democrazia è piuttosto stabile (vd sezione “storia”)

SWAZILAND

Lo Swaziland è un enclave della Repubblica Sudafricana, confina con questa e con il Mozambico Ordinamento: indipendente dal 1968, è una monarchia costituzionale: la Costituzione del 1978 attribuisce il potere legislativo e quello esecutivo al sovrano e prevede un parlamento bicamerale con funzioni consultive.

ECONOMIA

LESOTHO

Il Lesotho è un Paese povero, le cui sorti dipendono quasi totalmente dalla Repubblica Sudafricana che, oltre ad assicurare cospicui aiuti finanziari, offre possibilità di lavoro come minatori a un elevato numero di immigrati dal Lesotho. L'economia è basata sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame, che forniscono buona parte del prodotto nazionale e che occupano gran parte della popolazione attiva. Le attività minerarie sono limitate allo sfruttamento dei non ingenti giacimenti diamantiferi, benché siano in corso ulteriori ricerche minerarie. L'industria è pressoché assente; il settore manifatturiero, al servizio del modestissimo consumo interno, ha tuttavia ricevuto un certo impulso dall'ente di Stato Lesotho National Development Corporation, grazie al quale sono stati realizzati alcuni laboratori per il taglio dei diamanti, piccoli complessi chimici, mobilifici, concerie.

SWAZILAND

Lo Swaziland è un Paese relativamente ben dotato di risorse: è favorito dal clima, specie per quanto riguarda le precipitazioni, che in quasi tutto il territorio sono sufficienti alle necessità agricole; inoltre può contare su discreti giacimenti minerari. Abbastanza sviluppata è l'industria, grazie ai molti investimenti esteri, soprattutto sudafricani, attirati nello Swaziland dalle rilevanti facilitazioni fiscali e dalla presenza di abbondante manodopera a basso costo. Non manca certo la marcata dipendenza dalla Repubblica Sudafricana, nonostante il governo abbia dato avvio a talune iniziative di più ampio intervento nell'ambito dell'economia nazionale, specie nel settore dell'industria e in quello bancario e creditizio. Le recenti trasformazioni economiche hanno interessato anche l'agricoltura, attività che rimane assolutamente fondamentale, fornendo la maggior parte dei prodotti d'esportazione; il Paese è autosufficiente per quanto riguarda il mais, alimento base degli Swazi, ed oggi è autosufficiente per un buon numero di generi alimentari di prima necessità.

RELIGIONE

La religione del Lesotho è prevalentemente cristiana.

In Swaziland prevalgono la religione cristiana e l’animismo.

LINGUE

In Lesotho lingue ufficiali sono l'inglese e il SeSotho.

In Swaziland lingue ufficiali sono l'inglese e il siSwati.

POPOLI

LESOTHO

Originariamente abitato da popolazioni di Khoisan, Boscimani e Ottentotti, il territorio del Lesotho fu stabilmente occupato dal gruppo bantu dei Basotho, probabilmente nel XVIII secolo. La popolazione, la cui densità ha un valore molto alto per un Paese africano, è eccessiva rispetto alle possibilità offerte dal Lesotho, per cui esiste una massiccia emigrazione Dati gli scarsi interessi che il territorio offre ai fini dello sfruttamento economico, poco più di un migliaio sono gli Europei; tra i Bantu si ha invece una discreta minoranza di Zulu. Quasi tutta la popolazione vive nei villaggi, con al centro il kraal , il recinto per il bestiame: forma d'insediamento tipica, legata a un'economia agricolo-pastorale. La fascia occidentale del Paese è la più densamente popolata ed ospita i centri più grossi, come Mafeteng, Leribe ecc., e la capitale Maseru, cittadina commerciale favorita dal collegamento alla rete ferroviaria sudafricana.

Nonostante i cambiamenti dovuti al contatto con il resto del mondo e alle trasformazioni in atto nella società, la cultura tradizionale basotho riesce a sopravvivere perché è profondamente radicata nella vita quotidiana degli abitanti e viene tramandata tramite la lingua, i proverbi, i giochi e le storie. Le usanze, i riti e le superstizioni spiegano l'esistenza degli individui e al tempo stesso le conferiscono un significato più profondo.

Come in tutte le culture, le cerimonie segnano le fasi principali della vita ovvero la nascita, la pubertà, il matrimonio e la morte. Un ruolo importante nella cultura dei villaggi è svolto dal bestiame, non solo perché viene utilizzato nei sacrifici ma anche in quanto simbolo di ricchezza. Altri elementi importanti della vita tradizionale sono l'agricoltura e i capricci del tempo: i contadini basotho devono combattere contro la siccità, le alluvioni, la grandine, la neve e i fulmini.

Due componenti fondamentali della cultura tradizionale sono la musica e la danza, che compaiono tanto nelle cerimonie quanto nella vita quotidiana. Esistono vari tipi di strumenti musicali, dal leolulo, simile al flauto e suonato dai giovani pastori, al thomo, uno strumento a corde suonato dalle donne, e al setolo-tolo, anch'esso a corde ma suonato con la bocca dagli uomini.

Molti aspetti della cultura basotho sono legati allo scopo di tenere lontana la cattiva sorte e riflettono le dure condizioni di vita in una regione agricola e povera. Le tradizioni dei Basotho però hanno anche risvolti leggeri e divertenti, come nel rito per la propiziazione della pioggia che termina con il furto di un utensile da cucina in legno da parte di un gruppo di ragazze con un finale gioco con la palla.

Sia gli uomini che le donne indossano, in ogni stagione, coperte dagli sgargianti colori; gli uomini portano dei caratteristici cappelli conici di paglia. Lo stile di questi copricapo è chiaramente ispirato alla forma di una collina situata nei pressi della Fortezza di Moshoeshoe: quest’ altura, che si staglia solitaria ed orgogliosa incombendo su qualche raro villaggio, si chiama Qiloane.

SWAZILAND

La popolazione dello Swaziland è costituita quasi esclusivamente dagli Swazi; gli Zulu ancor oggi formano il secondo gruppo etnico dello Swaziland, tuttavia fortemente minoritario rispetto agli Swazi. Verso il 1850 cominciarono a giungere nel Paese i primi coloni bianchi, soprattutto rappresentati dai Boeri, che diedero avvio a una occupazione e coltivazione dei territori avuti in concessione (oltre ai quali ebbero diritti di sfruttamento delle risorse minerarie e forestali). Redditizie attività di piantagione si affiancarono all'agricoltura e all'allevamento tradizionali; oggi però i 2/3 del Paese sono territorio nazionale degli Swazi e solo 1/3 del Paese è in mano a fattorie private condotte da compagnie commerciali o da Europei. A questi ultimi vanno aggiunti coloureds e Asiatici. L'incremento demografico è altissimo.

Le aree più popolate sono quelle del Middleveld centrale e meridionale; predomina di gran lunga l’insediamento di tipo rurale. Il villaggio tradizionale più diffuso è costituito da un nucleo di capanne dislocate in circolo intorno al recinto del bestiame (kraal); limitato è il numero di africani che vivono in farms di tipo europeo. I maggiori centri, Mbabane, la capitale, Matsapa, principale nodo stradale e aeroportuale del Paese, Manzini, ospitano quasi tutta la popolazione non africana. Le cittadine minori, sorte in genere in dipendenza delle attività economiche dei bianchi, vale a dire accanto alle farms, si aggirano sul migliaio di abitanti e svolgono per lo più funzioni commerciali e amministrative puramente locali.

La danza e il canto sono elementi tipici delle principali cerimonie culturali dello Swaziland, e gli incontri tradizionali possono dare luogo a vivaci festeggiamenti, con uomini e donne che danzano all'unisono con i loro spettacolari indumenti tradizionali. I principali festival culturali ruotano intorno a cerimonie sacre che riuniscono la popolazione, ricordando così a tutti il loro rapporto con il re. La monarchia riveste un ruolo importante e le figure più significative sono quelle del re e della regina madre. Il costume nazionale swazi è davvero straordinario e capita di vederlo indosso alle persone, soprattutto durante le cerimonie. Sono comuni le sfumature di ocra, rosa e rosso, così come si usa portare piume dai colori vivaci infilate tra i capelli.

Il popolo Swazi è fortemente conservatore, rispetta gli anziani e gli antenati; la divinità principale è il dio Mkhulumnchanti. La cultura tradizionale swazi rimane ben radicata, e alcune importanti cerimonie come l'Incwala, l'Uhmlanga e l'Umcwasho, conservano delle implicazioni religiose.

L’ Incwala è il rito dei primi frutti con il quale il re dà il permesso alla sua gente di mangiare il primo raccolto dell’anno. La preparazione di tale rito è molto lunga e segue le fasi lunari. Alcuni saggi salgono sui monti a raccogliere piante, mentre altri si recano a raccogliere acqua nei fiumi dello Swaziland ed altri ancora attraversano le montagne fino a raggiungere l’Oceano Indiano per raccogliere la schiuma delle onde. Il re si ritira in meditazione. In una notte di luna piena i giovani maschi salgono al Kraal Reale di Lobamba, dove costruiscono un kraal con alcuni rami. Si cantano canzoni proibite negli altri periodi dell’anno ed i saggi arrivano con le loro piante, l’acqua e la schiuma. Il terzo giorno della cerimonia si sacrifica un toro, il quarto giorno il re esce dal suo ritiro e danza davanti alla sua gente. Poi mangia una zucca, segno che si può mangiare il nuovo raccolto. Due giorni dopo un rogo di tutti gli oggetti usati durante la cerimonia pone fine ai festeggiamenti. I progenitori dei popoli Swazi provenivano dalla costa dell’odierno Mozambico: ecco perché l’Oceano Indiano gioca ancora un ruolo così importante nelle loro cerimonie.

L’Umhlanga o danza della canna, sebbene non sia sacra come l’Incwala, ha una funzione analoga in quanto intende riunire la nazione e ricordare al popolo i doveri nei confronti del re. Vi partecipano le ragazze in età da marito che arrivano da ogni parte del regno per contribuire al restauro della casa delle regina madre. Dopo essere giunte a Lobamba, vanno alla ricerca di canne che poi portano alla casa della regina madre, mentre ha luogo la danza delle canne. Questa danza offre anche ai re l’opportunità di conoscere delle future mogli, poiché la regina non deve essere di stirpe reale.

 

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