
Collocazione geografica
Situata nell’estrema parte settentrionale del Mozambico al confine con la Tanzania, la Riserva Niassa copre un’area di approssimativamente 45.000 kmq. che rappresentano la più grande riserva naturale del Paese. La Riserva comprende circa 1/3 della Provincia di Niassa ed una buona parte della Provincia di Cabo Delgado. Si estende su 8 distretti incluso l’intero distretto di Mecula e la maggior parte del distretto di Mavago.
Clima
La regione del Niassa ha generalmente un clima tropicale umido con precipitazioni durante la stagione umida che inizia alla fine di ottobre fino alla fine di Aprile o i primi di maggio dell’anno successivo. Durante la stagione umida le precipitazioni medie raggiungono un livello di 250 / 350 mm al mese. Durante l’inverno, più secco, ci sono pochissime precipitazioni, spesso nessuna per tutto il periodo. Le temperature sono abbastanza elevate: in ottobre e novembre si stabilizzano su una media dei 30°C, ma durante la stagione secca scendono tra i 20°C ed i 26° C.
Topografia
La Riserva è caratterizzata da una pendenza topografica che scende da Ovest verso Est. L’altitudine varia dai 1400 metri e più slm delle catene montuose più alte situate nella scarpata occidentale fino a raggiungere meno di 200 mt. slm alla confluenza del Rovuma col Lugenda al confine orientale. Questo tipo di topografia è intercalata con spettacolari montagne di granito che spiccano dalla vegetazione circostante e sono uno degli aspetti più eccezionali della Riserva. Le montagne Mecula e Jao sono le più alte della riserva e raggiungono rispettivamente i 1 441 m ed i 1 336 m.
Idrologia
I fiumi Rovuma e Lugenda costituiscono praticamente il drenaggio della riserva. Entrambi i fiumi sono larghi, con anse, un fondo di sabbia con corso d’acqua perenne. In certi casi i movimenti geologici hanno fatto nascere degli aspetti particolari e molto interessanti quali le Mapanda Falls, sul fiume Rovuma. Un bacino centrale porta acqua a numerosi fiumi permanenti e stagionali così come ad una intricata rete di canali inondati stagionalmente detti Dambo. La differenza degli habitat acquatici associata alla vegetazione riparia permette la vita ad una fauna particolare.
Fauna
La riserva ospita la più grande concentrazione di animali selvatici nel Paese. Dai sopralluoghi aerei, fatti regolarmente ogni due anni dal 1998 e dalla foto scattate, si desume che il numero degli animali selvatici è in aumento benché nel 2004 ci sia stata una situazione di stallo. Generalmente parlando la densità della popolazione di animali selvatici varia tra +/- 0,5 a 2 specie per kmq., tuttavia la densità dei grandi mammiferi in quest’area è relativamente bassa in confronto ad altre aree della zona. Questo è vero in particolar modo per i bufali. La maggior parte della vita selvatica è concentrata nel Nord mentre le più basse densità si trovano sulla frontiera di Nord-Est con la Tanzania e nel Sud-Est della Buffer Zone.
Sottospecie endemiche, come l’impala di Johnston (Aepyceros melampus johnstoni), lo gnu di Niassa (Connochaetes taurinus johnstoni) e la Zebra di Boemia (Equus burchelli boehmi) si trovano nella riserva e la popolazione di elefanti si distingue per i molti esemplari con le zanne molto grandi.
Il servizio di Biodiversity Survey
La prima azione del servizio di controllo della biodiversità nella zona del Niassa ha preso il via nel 2003 ed ha incluso studi approfonditi sui seguenti argomenti:
1. Vegetazione
La Riserva di Niassa rappresenta una delle più grandi aree protette del mondo per quanto concerne boschi e paludi del tipo dei boschi Miombo. Un recente studio ha identificato 15 vaste tipologie di vegetazione che variano dalla foresta sempreverde, diverse zone boscose per arrivare alle zone di arbusti e cespugli bassi. Tra i maggiori tipi di vegetazione che si trovano nella Riserva Niassa vi sono: la foresta umida, il bosco ripario sulle rive dei fiumi, il bosco deciduo (che copre la maggior parte della riserva), le distese di arbusti ed erbe e la vegetazione delle Inselberg. Grandi stagni o laghetti si trovano accanto ai maggiori sistemi di drenaggio adiacenti ai boschi delle zone del Nord, che offrono un buon habitat per molti uccelli e una grande quantità di erbivori. La flora esistente è abbastanza ricca e ricorda molto quella dello Zimbabwe e delle zone adiacenti lo Zambesi. Si stima che la Riserva ospiti circa 1000/1500 specie vegetali, alcune delle quali da studiare con accuratezza. L’altezza degli alberi della foresta in genere non supera i 15 metri di altezza mentre le zone di erbe ed arbusti si trovano più vicine ai fiumi Rovuma e Lugenda. E anche qua sono state trovate delle piante di cui si devono approfondire le caratteristiche, tra le quali la Barleria sp. nova e si è registrata la presenza di 7 nuove specie in Mozambico. La vegetazione della Sierra Mecula è invece totalmente differente.
2. Carnivori
C’è una grande varietà di carnivori nella Riserva, dove al momento sono state censite 26 specie diverse. I leopardi sono comuni, ma i leoni e le iene macchiate hanno una densità di popolazione ancora abbastanza bassa, benché la media sia abbastanza simile a quella rilevata nella zona della Selous Game Reserve in Tanzania, un’area protetta con un habitat simile a quello del Niassa. La Riserva ospita una piccola popolazione di licaoni (circa 250 individui) di particolare importanza in quanto hanno consentito alla Riserva di essere inclusa nel piano internazionale per la protezione delle specie a rischio.
3. Uccelli
L’avifauna presente nella riserva conta circa 400 specie di uccelli, alcuni dei quali classificati a rischio di estinzione. Alcuni di questi saranno particolarmente graditi ai birdwatchers ed hanno una popolazione significativa nella riserva. In particolare si parla di:
Falco Taita,
Aquila striata del Sud
Rincope nero
Picchio di Stierling.
La rara Pitta angolana è anche presente. L’importanza della popolazione di uccelli nella Riserva le ha dato la possibilità di essere inclusa nell’inventario delle “importanti aree per l’avifauna in Mozambico”
4. Erpetofauna
Questa area contiene una ricca popolazione di rettili ed anfibi. Sono state trovate, anche in questo caso, delle specie nuove per il Mozambico e delle specie nuove del tutto, da studiare completamente, come per esempio la Lucertola di Mecula. Vi è una popolazione di coccodrilli ma con numeri abbastanza scarsi e si trovano fondamentalmente nel Fiume Lugenda.
5. Pesci
Gli studi su questo tipo di fauna sono ancora agli inizi, tuttavia finora sono state identificate 48 specie diverse ed altri esemplari sono stati catturati per essere studiati. Non si esclude la presenza di specie ancora sconosciute che saranno ben presto note alla scienza.
Insediamenti umani
Al momento, circa 23000 persone abitano dentro la Riserva. Ci sono essenzialmente tre centri abitati principali che sono: Mavago, Msawize ed il corridoio di Mecula. I più grandi insediamenti sono ai posti amministrativi di Mecula e Mavago, che contano rispettivamente 4000 e 9000 abitanti ciascuno. Più piccoli villaggi sono situati nel corridoio di Mecula. I principali gruppi etnici presenti sono gli Yao ed i Macua. Per questo le lingue parlate maggiormente in questa regione sono quelle delle etnie presenti, ma vengono anche parlati lo swahili ed il portoghese. I mezzi di sussistenza della popolazione in questa zona sono essenzialmente basati sul metodo agricolo “taglia e brucia” e cogliendo le risorse naturali date dal terreno. Dalle immagini del satellite le distese coltivate sono diminuite tra il 1993 ed il 2001, tuttavia l’area di impatto dell’agricoltura sembra essere aumentata.
I pesci sono la risorsa naturale più utilizzata, benché il miele, la carne e vari tipi di verdure, in particolare bambù e foglie di palma siano usati con frequenza. I pesci vengono pescati in grandi quantità dai fiumi e nelle lagune con diversi metodi di pesca e scambiati con altri generi alimentari provenienti da zone diverse. Non vengono allevati capi di bestiame a causa della diffusissima tripanosomiasi e generalmente vengono allevati polli, faraone e piccioni come sorgente addizionale di proteine.
Storia
Si crede che gli Yao siano stati i primi ad installarsi nella regione prima dell’anno 1000 e sono stati ritrovati i tracciati delle strade di scambio durante l’età del ferro. Come altri gruppi di popolazioni del Nord del Mozambico devono essere stati incorporati nell’Impero Maravi circa nel 1600 e dovettero rimanere tali fino alla fine del XVII secolo. Nel XVIII secolo gli Yao furono divisi in molti sottogruppi regionali. Sono particolarmente conosciuti per aver venduto e scambiato avorio e schiavi per molti anni e come ottimi guerrieri. Dal 1900 al 1929 il governo coloniale dell’area era rappresentato dalla Companhia do Niassa (Nyassa Company), e dopo questo periodo, fino al 1975 furono amministrati dallo Stato Portoghese. Dopo l’indipendenza del Mozambico e durante la guerra Civile che ne seguì l’impatto sulla popolazione della zona fu notevole, specialmente a Mavago. Resti dell’età del Ferro e del Periodo Coloniale; fortificazioni e tombe tedesche ed altri reperti si possono trovare nella riserva.
Cultura
L’influenza culturale dell’Islam sulla popolazione locale è collegato con gli scambi commerciali su rotte che andavano sempre più allungandosi e sembra che abbia incominciato ad essere un fenomeno importante nel 1850. Oggi la maggioranza della popolazione è Musulmana o Cristiana, ma si integra bene con il culto degli antenati. Per questo le tombe, in particolar modo quelle dei vecchi capi tribù, sono considerate zone sacre in quanto consentono un modo di comunicazione con gli antenati. Un sito importante è situato nel Block B, adiacente ad una sorgente di acqua permanente. I pellegrini vengono a piedi da ogni zona del Mozambico e della Tanzania a portare i loro omaggi agli spiriti degli antenati. C’è un notevole numero di siti importanti dal punto di vista culturale e storico, che possono diventare di futuro interesse storico ed archeologico.









