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Uganda

GOVERNO
L’Uganda è una Repubblica (Republic of Uganda; Jamhuri ya Uganda).
Ordinamento: il potere esecutivo è esercitato dal presidente della Repubblica (eletto a suffragio diretto per 5 anni) e dal governo; quello legislativo spetta al Consiglio della Resistenza Nazionale, che si comporta come un Parlamento. La Costituzione del 1995 rinvia l'eventuale passaggio al multipartitismo all'esito di un prossimo referendum.

ECONOMIA
Durante la dominazione inglese le possibilità dell'Uganda non furono particolarmente valorizzate, tuttavia negli anni che precedettero l'indipendenza l'economia ugandese fu maggiormente integrata con quelle delle altre colonie est-africane. Il Paese venne dotato di nuove infrastrutture, si iniziò lo sfruttamento minerario, l'agricoltura di piantagione ricevette maggiori impulsi e fu anche avviato un primo processo di industrializzazione.
Dopo l'indipendenza (1962) la politica economica del governo cercò di conciliare l'iniziativa statale con quella privata nell'ambito dell'industria, mentre nel settore agricolo veniva propugnata la formazione di cooperative sorrette dalla necessaria assistenza tecnica e dagli aiuti finanziari della Gran Bretagna. Tale regime moderatamente progressista subì drastici cambiamenti con l'avvento al potere del generale Amin, che determinò situazioni gravissime in ogni settore produttivo del Paese. Già nel 1972 Amin, che aveva dichiarato la "guerra economica" per la liberazione dell'Uganda dalle dominazioni straniere, decretava l'immediata espulsione degli Europei e degli Asiatici, dai quali dipendevano le fondamentali attività produttive: l'agricoltura di piantagione, il commercio e l'industria, seguita dalla confisca dei loro beni e dalla nazionalizzazione di tutte le proprietà estere. Di conseguenza cessarono di affluire i capitali stranieri e si ridussero al minimo gli scambi internazionali, particolarmente negli anni di più acuta tensione. Lo scioglimento, nel 1977, della Comunità dell'Africa orientale fu un altro duro colpo per l'economia dell'Uganda, di cui sempre più emergevano le limitate capacità interne e l'insufficiente struttura organizzativa. Gli anni Ottanta si sono aperti all'insegna della ricostruzione del Paese con l'aiuto di sostanziosi finanziamenti internazionali. La produzione di tè, di caffè, di cacao e di tabacco ha segnato negli ultimi anni un incremento considerevole con conseguente aumento dell'industria di trasformazione.
Benché venga al momento coltivato poco più di 1/4 del territorio nazionale, l'agricoltura ha ben maggiori possibilità, date le condizioni climatiche sufficientemente favorevoli, in particolare grazie a un clima tendenzialmente umido in larga parte del Paese. Il settore primario è comunque di gran lunga la struttura portante dell'economia ugandese, sia per la partecipazione alla formazione del prodotto nazionale sia per l'occupazione della popolazione attiva. L'agricoltura è nettamente divisa tra il settore che produce per il sostentamento interno e quello che è al servizio dell'esportazione. Prevalgono i cereali poveri, che si accontentano di suoli poco fertili, come il miglio e il sorgo, seguiti dal mais e dal riso. Sono altresì largamente diffuse le colture della manioca, della batata, della patata, di vari legumi e ortaggi, nonché delle banane e di altra frutta tropicale.
L'agricoltura commerciale è limitata alle sole aree prossime alle vie di comunicazione; le piantagioni, passate oggi in mano ad agricoltori indigeni, hanno in genere registrato veri e propri crolli delle produzioni, data la scarsità di mezzi e di manodopera specializzata.
Il caffè oggi rappresenta in pratica l'unica rilevante merce d'esportazione e che trova le sue aree più adatte nei distretti orientali e occidentali alle falde dei rilievi vulcanici. Si coltivano inoltre il tabacco, il sesamo e l'arachide, la canna da zucchero. In ripresa è l'attività forestale: boschi e foreste ricoprono circa il 26% del territorio nazionale e comprendono in buona parte essenze pregiate, come il mogano.
La pesca è un'attività importante, specialmente per le popolazioni rivierasche del Lago Vittoria; ma ancora una volta si deve dire che è un settore arretrato, sia per le tecniche adottate sia per la mancanza di adeguati impianti conservieri.
Le risorse minerarie non sono cospicue. L'industria è per lo più rappresentata da piccoli complessi, che trasformano i prodotti agricoli locali: birrifici, manifatture di tabacchi, oleifici, zuccherifici, cotonifici ecc.

RELIGIONE
La popolazione è per due terzi cristiana e per un terzo animista o musulmana. Prima della loro espulsione dal paese nel 1972, vi erano anche cospicui gruppi sikh e hindu, che ora si stanno ricostituendo grazie anche all'intervento del presidente che li ha invitati a ritornare in Uganda.

LINGUE
L’Inglese e lo Swahili sono lingue ufficiali; ampiamente parlato il Luganda. Vi sono comunque più di trenta lingue diverse che vengono parlate nelle varie zone.

POPOLI
Cuore geografico del continente africano, l’Uganda è da tempo crogiolo di culture diverse, un vero e proprio mosaico culturale anche in materia di musica, arte ed artigianato.
Già abitata da gruppi affini ai Pigmei o ai Boscimani, l'Uganda fu successivamente invasa da popolazioni agricole bantu, quindi da genti pastorali camitiche: a quest'incontro si deve la nascita dei regni che hanno contraddistinto la storia del Paese. L'istituirsi di un'organizzazione aristocratica si può spiegare con l'avvento dei primi gruppi camitici, che imposero facilmente la loro superiorità di allevatori ai popoli agricoltori. Questi, soggiogati dal genere stesso di vita degli invasori, dalla loro alta statura, dagli animali su cui basavano l'economia, formarono ben presto una classe sociale inferiore soggetta ai pastori. Secondo la tradizione, gli attuali regni Bantu del Buganda, Bunyoro, Ankhole e Toro sono derivati dai regni medievali di Batembuzi e Bacwzi, localizzati nei pressi di Mubende e Ntusi, località dove gli scavi archeologici rivelano la probabile nascita di una struttura governativa fortemente centralizzata nell’XI secolo. Tre di questi Re di Buganda sono sepolti nelle Kasubi Tombs di Kampala, un imponente edificio tradizionale di paglia intrecciata. Da questa differenziazione di classe trasse anche origine, verso il XV secolo, il regno di Kitara, che germinò i successivi regni, tra i quali il più potente fu, per lungo tempo, quello di Nyoro (BaNyoro). Il predominio del regno dei Ganda (Buganda) è recente e si deve all'appoggio ricevuto dagli Inglesi. Anche da ciò derivano il ruolo preminente di questo popolo nell'odierna vita del Paese e la stessa prevalenza numerica (circa 19%). Gli altri principali gruppi bantu sono i BaNyankore (10,2%), i BaSoga (8,5%) e i BaKiga (8,6%). Numerosi sono anche i gruppi nilotici (Langi, 6,1%, Acholi 4,6%, Madi, ecc.) e niloto-camitici (Teso, Karamojong) stanziati per lo più nel nord e nell'est del Paese. I Karamojong sono pastori tradizionali che vivono in modo affine a quello dei Masai. Le pendici del Ruwenzori sono la residenza dei vigorosi BaKonjo, i cui tempietti di caccia sono dedicati ad uno spirito chiamato Kalisa, divinità che fuma la pipa e che ha la peculiarità di avere una sola gamba, un solo braccio ed un solo occhio. Dalle parti del Monte Elgon i BaGisu sono ben conosciuti per la cerimonia dell’Imbalu, l’iniziazione rituale all’età adulta degli adolescenti, che culmina in diverse attività intorno al mese di agosto di ogni anno pari. Le popolazioni più antiche presenti oggi nel Paese sono i Batwa ed i Pigmei Bambuti, delle regioni collinari del Sud-Ovest, che sono gli ultimi testimoni di una cultura della caccia e della sussistenza basata sulle risorse della natura che permeava la maggior parte dell’Africa dell’Est. I loro predecessori ci hanno lasciato delle pitture rupestri nel Nyero Rock Shelter nei pressi di Kumi. In Uganda vivono oggi parecchi Tutsi (BaTutsi) profughi del Ruanda e gruppi niloto-camitici emigrati dal Sudan meridionale. Gli Europei non sono più di 10.000, mentre gli Asiatici (Indiani e Pakistani), venuti in Uganda come nel Kenya all'inizio del secolo, sono stati oggetto di un'espulsione praticamente totale operata da Idi Amin.
Ogni tribù ha la propria tradizione musicale, con canti che si tramandano di generazione in generazione. Gli strumenti più comuni sono il ndigindi (lira), l'entongoli (arpa), l'amadinda (xilofono) e il lukeme (pianoforte a pollici). Uno dei più noti scrittori ugandesi, Okot p'Bitek, è di etnia acholi ed è l’autore di racconti tradizionali, poemi satirici e canzoni. Il suo libro Song of Lawino (1966) contiene i testi dei canti acholi.

CUCINA
La cucina ugandese consiste generalemnte di un piatto pesante e sostanzioso preparato con fagioli o sugo di carne. Le pietanze principali in genere sono a base di manzo, capra o montone e l'amido è fornito dall'ugali o farina di mais. L'ugali viene cucinato come una sorta di polenta finché non si addensa; viene poi tagliato e servito sotto forma di piatte mattonelle. Il clima tropicale del paese invita al consumo di frutta. Uno spuntino eccellente, anche se non sempre disponibile, è rappresentato dal mkate mayai (pane uova). Piatto di origine araba, consiste in una sfoglia sottile di pasta farcita di carne tritata e uovo crudo che viene poi ripiegata a formare un pacchetto e fritta su una piastra rovente. La birra è probabilmente la bevanda più diffusa in Uganda; il pombe è una birra prodotta a livello locale, ricavata dalla banana fermentata e il waragi è la bevanda alcolica del luogo a base di miglio. Entrambe sono molto forti.

 

 

 

 


 

Mappa
Caffè
Cactus al tramonto
La pesca
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