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FLORA

Il paesaggio varia notevolmente, passando dalle sponde lussureggianti e fertili del lago nel sud-est al semidesertico nord-est.
Il manto vegetale è rappresentato da lembi ormai abbastanza ridotti di foresta pluviale (con cedri, mogani, podocarpi) ed estesissime savane arborate ed erbose (Pennisetum purpureum o erba elefante) che diventano arbustive nel nord, meno piovoso. Particolare è la vegetazione del Ruwenzori che varia col variare dell’altitudine; oltre i 3.000 m ospita una ricca flora di seneci e lobelie, cui seguono praterie fino al limite delle nevi, poco sotto i 5.000 m.
Il problema del giacinto d'acqua minaccia seriamente l'ecologia del lago Vittoria, e quindi l'esistenza delle popolazioni che vivono sulle sue sponde. Questa pianta acquatica galleggia formando grandi 'isole' che ricoprono la superficie del lago. Cresce con una tale prolificità da ostruire le vie di navigazione, creando strati così fitti da impedire alla luce di filtrare in profondità, causando così la morte della fauna ittica.

FAUNA

Benchè la presenza dei gorilla di montagna sia in genere considerata la maggiore attrattiva della fauna dell’Uganda, questa visione del Paese è sicuramente troppo restrittiva. L’Uganda infatti è il paese in cui sono presenti il maggior numero di specie di primati al mondo.

Fu l’ufficiale tedesco Robert von Beringe a scoprire il gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) nel 1902. Il capitano si imbattè in questa nuova specie di primati nella catena vulcanica di Virunga, una formazione montuosa coperta da una fitta vegetazione tropicale che si estende dal Congo al Ruanda, fino a raggiungere l’Uganda. Su queste vette e all’interno del Parco nazionale di Bwindi vivono gli ultimi gorilla di montagna. Si tratta delle scimmie antropomorfe maggiormente minacciate di estinzione; fortunatamente sono state da sempre oggetto di osservazioni accurate e studi approfonditi, ed oggi possiamo avvalerci di un ampio bagaglio di informazioni che le riguardano.
È l’unica specie di gorilla che vive a una simile altitudine (2000-4000 metri sopra il livello del mare) ed è dotato di un pelo setoso e lungo, soprattutto sulle braccia, che lo protegge dalle temperature rigide. Di tutti i gorilla è quello che si è meglio adattato a vivere a terra, dove trascorre la maggior parte del proprio tempo; la sua corporatura massiccia, infatti, non gli facilita l’arrampicata sugli alberi.
Per natura molto socievoli, i gorilla di montagna vivono in branchi costituiti da tre o quattro femmine in età riproduttiva e quattro o cinque giovani. A capo del branco c’è un maschio adulto chiamato silverback per la sella argentea che ha sul dorso. Il territorio di un gruppo si estende fino a 30 chilometri quadrati. Per procurarsi il cibo i gorilla coprono ogni giorno distanze da 500 a 1000 metri. Si tratta di animali erbivori che hanno una predilezione particolare per il cuore del sedano selvatico e per i giovani bambù.
Nello scorso secolo i gorilla di montagna sono stati quasi completamente sterminati, inoltre si è sacrificato gran parte del loro habitat naturale per ottenere legname e bambù. Molti primati sono morti di malattie contratte a causa del contatto con l'uomo, altri sono caduti vittima dei bracconieri. Non va inoltre dimenticato che il commercio di gorilla, sia morti che vivi, è sempre stato molto florido.
Oggi sopravvivono 650 esemplari di gorilla di montagna. In Uganda si possono visitare cinque gruppi di gorilla abituati a vedere gli uomini, quattro a Bwindi e uno al Parco Nazionale Mgahinga. Il WWF da anni collabora con le autorità responsabili dei parchi, le organizzazioni ambientaliste e gli istituti di ricerca locali. Le preziose scimmie antropomorfe vengono monitorate con metodo scientifico e protette efficacemente grazie al sostegno delle autorità dei parchi. Anche la popolazione locale è coinvolta nel progetto. La densità demografica attorno alle aree protette è molto elevata e la maggior parte degli abitanti dipende dai parchi per le materie prime e l’acqua.
Guardare negli occhi scuri e pensosi di questi bruni giganti gentili è un esercizio di umiltà e nello stesso tempo un’esperienza entusiasmante.
Tra il 1963 e il 1985, anno in cui venne assassinata, la zoologa statunitense Dian Fossey si dedicò allo studio e alla protezione dei gorilla di montagna africani, gravemente minacciati di estinzione. Nel 1967 aveva fondato in Ruanda il Karisoke Research Centre, che oggi continua la sua opera a favore dei gorilla come Dian Fossey Gorilla Fund. Dal volume autobiografico della zoologa, Gorilla nella nebbia (1980), venne tratto nel 1988 un celebre film con Sigourney Weaver.
Si segnala che al momento attuale sono ammessi SOLO 30 TURISTI OGNI GIORNO per vedere i gorilla di montagna, pertanto è necessario prenotare con anticipo per avere la garanzia di poter accedere alle riserve nei giorni desiderati. Il percorso a piedi per l’avvistamento di questi animali può durare da un’ora a otto ore; ovviamente, benchè l’avvistamento sia praticamente certo, non si può garantire; ogni permesso vale per una sola visita sia che si siano avvistati i gorilla oppure no; una volta avvistati i gorilla è permesso rimanere ad osservare per il tempo di un’ora. A volte il percorso può essere faticoso e si consiglia ai visitatori di accertarsi di essere in buona salute prima della partenza per il viaggio.

L’Uganda accoglie anche un grande numero di scimpanzé, il cui richiamo è il suono caratteristico di alcune foreste dell’Uganda. Vi sono comunità di scimpanzé nella Kibale Forest, nella Budongo Forest e nella Kyambura Gorge, nel Parco Nazionale Queen Elisabeth. Una comunità di scimpanzé orfani, la maggior parte dei quali è stata confiscata ai bracconieri, può essere visitata sull’isola di Ngamba Island, nelle acque del lago Vittoria, a 45 minuti di motoscafo da Entebbe.
Gli Scimpanzé (Pan Troglodytes), si trovano in 21 Stati Africani, dalla costa ovest del continente fino alle regioni occidentali di Uganda, Rwanda, Burundi e Tanzania. Il JANE GOODALL INSTITUTE continua da quaranta anni lo studio di una comunità di scimpanzé.
Gli scimpanzé necessitano di una fonte d’acqua e di molta varietà di frutti, ma sono onnivori e mangiano anche noci, semi, fiori, foglie oltre a molti tipi di insetti e la carne di mammiferi di media taglia che essi cacciano. Come gli esseri umani, sono capaci di vivere in una grande varietà di habitat, diversamente dall’orango o dal gorilla.
Gli scimpanzé hanno il pelo nero, mentre la nuda pelle del viso (ad eccezione dei peli sul mento), delle orecchie, del palmo delle mani e della pianta dei piedi, va dal nero al rosato. I piccoli hanno una pelle molto pallida in queste zone e un ciuffo bianco come coda, che scompare appena diventano adulti. Le braccia, più lunghe delle gambe, permettono loro di allungarsi a raccogliere frutti che crescono su rami sottili che non reggerebbero il loro peso.
Quando si spostano solitamente camminano per terra e sono conosciuti come “camminatori sulle nocche” (appoggiano la pianta dei piedi ed il dorso delle articolazioni delle dita al suolo).
Possono tuttavia, in caso di necessità, anche camminare eretti, in posizione bipede. Hanno pollici ed alluci opponibili, che permettono loro una precisa presa. I maschi sono leggermente più larghi e pesanti delle femmine.
Gli scimpanzé vivono in gruppi sociali che possono raggiungere il numero di 40-60 esemplari.
Le madri con i figli ancora dipendenti (all’incirca fino all’età di 7 anni) sono sempre insieme.
All’interno della comunità vige una gerarchia maschile, più o meno lineare, con un maschio dominante detto “maschio alfa”. Tutti i maschi adulti dominano sulle femmine, pattugliano regolarmente i confini del loro territorio e se incontrano individui di comunità vicine, possono attaccarli con estrema brutalità. Le sole a potersi muovere liberamente tra diverse comunità sono le femmine adolescenti che non hanno ancora concepito. Possono trasferirsi permanentemente in un’altra comunità o, una volta fecondate, ritornare al loro gruppo nativo.
Gli scimpanzé hanno a disposizione una vasta gamma di richiami, atteggiamenti e gesti per comunicare: possono essere un misto di grugniti, latrati e grida affannose che comunicano la presenza di cibo; un forte e prolungato richiamo viene lanciato quando uno scimpanzé s’imbatte in qualcosa di pericoloso o insolito; quando i giovani giocano, emettono una particolare risata con l’emissione di molto fiato; deboli grugniti servono a mantenere la comunicazione con il resto del gruppo. All’interno del gruppo, normalmente gran parte della comunicazione avviene tramite gesti, atteggiamenti ed espressioni facciali.
Gli scimpanzé maschi, proclamano il proprio predominio con spettacolari esibizioni, durante le quali si lanciano per terra o si alzano in piedi, battendo le mani, i piedi, trascinando rami o gettando sassi. Tali esibizioni li fanno sembrare il più grande e feroci possibile, in questo modo possono forse intimidire il maschio di rango superiore senza dover combattere.
Lo scimpanzé differisce dall’ uomo solo per poco più dell’1% nella composizione del DNA e ci sono rilevanti somiglianze anche nella composizione del sangue e nelle risposte immunitarie. Infatti, dal punto di vista biologico, gli scimpanzé sono molto più simili agli uomini che ai gorilla. E’ stata avanzata la proposta di includere gli scimpanzé nello stesso genere degli uomini tenendo conto delle somiglianze, chiamandoli Homo Troglodytes.
Hanno capacità di ragionamento, astrazione, generalizzazione, rappresentazione simbolica, di provare emozioni ed aver consapevolezza di sé stessi. Le manifestazioni di gioia, dolore, tristezza, allegria, spensieratezza sono analoghe a quelle umane e ne hanno lo stesso significato ed il medesimo linguaggio gestuale.

Nella Kibale Forest si trova la più grande varietà e quantità di primati in Africa Orientale, con cinque o sei specie facilmente osservabili nel corso di una semplice passeggiata pomeridiana. Nel Parco Nazionale Mgahinga si trovano gruppi di rare scimmie dorate, mentre Murchinson Falls è uno degli ultimi santuari dell’agile eritrocebo (scimmia rossa), il cui habitat naturale è la pianura.

I resti fossilizzati del Morotopithecus, il più antico progenitore della razza umana risalente a più di 20 milioni di anni fa, furono scoperti negli anni ’60 vicino a Moroto, nell’Uganda Orientale, e sono ora visibili al Museo Nazionale di Kampala.

Quale punto di transizione tra le savane dell’Africa orientale e le foreste pluviali dell’Ovest, l’Uganda è la destinazione perfetta per gli amanti del birdwatching, con più di 1000 specie in una zona geografica estesa circa quanto la Gran Bretagna. Durante le escursioni specialmente dedicate al birdwatching in Uganda Occidentale è di solito possibile vedere un numero incredibile di specie. Per ornitologi specializzati, l’attrazione primaria dell’Uganda è la presenza di più di 100 specie endemiche dell’Africa Occidentale all’estremità orientale del loro habitat. L’elenco allettante di questi esemplari comprende il psichedelico turaco azzurro gigante ed il rauco bucero bianco e nero dal casco; così come lo smeraldino beccolargo verde minore ed altre 23 specie indigene dell’Albertine Rift. Con un po’ di fortuna si può avvistare anche quello che si ritiene essere l’uccello più sfuggente dell’Africa: il becco a scarpa, un imponente abitante delle paludi dall’aspetto preistorico e dal notevole becco a forma di zoccolo.
Nel Parco di Bwindi, ad Ovest, si trovano le specie endemiche dell’Albertine Rift; il Parco Nazionale Queen Elisabeth offre ben 600 specie diverse di uccelli; nel Parco Nazionale di Semliki si trovano specie endemiche del bacino del Congo; la palude di Mabamba Swamp vicino ad Entebbe ospita becchi a scarpa; i percorsi guidati attraverso le Bigodi Wetlands vicino alla Kibale Forest mostrano i turaco azzurri giganti ed altri coloratissimi uccelli. Il Parco Nazionale di Murchinson Falls, infine, è ideale per osservare uccelli di savana quali il bucorvo abissino, il gruccione golarossa e l’otarda di Denham. Il Lago Bisini è un punto chiave per il birdwatching nell’Uganda dell’Est, una roccaforte del tessitore di Fox, così come degli uccelli che vivono tra i papiri come il becco a scarpa e l’averla di Mufumbiri.


 

 

 


 

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