I tour in Uganda
Informazioni sulla Tanzania
Uganda

TERRITORIO

L’Uganda si trova in Africa orientale e occupa una superficie più o meno corrispondente a quella del Regno Unito. Confina a nord col Sudan, ad ovest con la Repubblica democratica del Congo, a sud con il Ruanda e la Tanzania, ad est con il Kenya.
I parchi nazionali e le zone selvagge sono oggi in buono stato, esistono le condizioni ideali per il ricostituirsi della fauna endemica. Il Kibale National Park ospita la più elevata densità di primati al mondo e il Bwindi National Park è uno degli ultimi habitat del gorilla di montagna.
Il paesaggio varia notevolmente, passando dalle sponde lussureggianti e fertili del lago nel sud-est al semidesertico nord-est.

Il Paese si trova per gran parte a un'altitudine di 1.000-1.400 m ed è formato da un altopiano compreso tra i rami occidentale e orientale della Great Rift Valley; si spinge a sud sino al Lago Vittoria ed a nord sulle alte terre dominanti la depressione del Nilo. Si tratta di una porzione della grande zolla est-africana, il cui sollevamento è in stretto rapporto con la formazione della Rift Valley stessa. I grandi sommovimenti subiti dal territorio in seguito a questi episodi, avvenuti nell'era cenozoica, ne hanno determinato la generale configurazione, caratterizzata oltre che dalla presenza della fossa, dal succedersi di depressioni e di blocchi sollevati e dall'imporsi di strutture vulcaniche, intrusive ed effusive.

LE MONTAGNE E IL RUWENZORI
Tra i vulcani spiccano l'Elgon (4.321 m), al confine col Kenya, e i Virunga, al confine con il Ruanda e la Repubblica democratica del Congo. Ma l'elemento più imponente, collegato alla formazione della Rift Valley, è il possente massiccio del Ruwenzori (5.119 m), sollevatosi tra le depressioni oggi occupate dai laghi Alberto ed Edoardo, nella fascia occidentale del Paese. Numerosi esploratori cercavano i Monti della Luna da cui scaturivano le sorgenti del Nilo. Oggi sappiamo che i Monti della Luna sono la catena del Ruwenzori, ma quando Speke individuò le sorgenti del Nilo nelle Ripon Falls, nel 1862, non vide le montagne... O meglio, vide il gruppo sbagliato: la catena del Virunga o Bufumbiro, e credette che i Monti della Luna fossero quelli. Anche Speke non venne creduto, e altri esploratori continuarono a cercare le sorgenti del Nilo: Livingstone, Stanley. Il Ruwenzori venne poi avvistato da Romolo Gessi dal lago Alberto nel 1876, e venne salito infine dopo altri trent'anni. Sui lati settentrionale e orientale vi è una serie di rilievi, che superano anche i 2.000 m e rappresentano l'orlo dell'altopiano al di sopra della depressione nilotica sudanese. Questi marcati elementi si trovano però tutti ai margini del Paese, mentre la maggior parte del territorio ugandese è un pianoro costituito da superfici cristalline, profondamente erose e quindi prive di grandi asperità.

IL DUCA DEGLI ABRUZZI SCALA IL RUWENZORI
Tra i grandi personaggi che agli inizi del '900 esplorano l'Africa spicca la figura di Luigi Amedeo di Savoia Aosta, Duca degli Abruzzi e cugino del re d'Italia. Educato fin da piccolo alla passione per la montagna, è un alpinista molto noto. Nel 1897, effettua la prima grande impresa: la scalata del monte Saint Elias, una cima che si innalza per 5.489 metri dalle coste dell'Alaska. Nel 1900 partecipa ad una autentica avventura: la spedizione italo-norvegese per il Polo Nord.
Quando viene a sapere che il British Museum sta organizzando una spedizione per esplorare il leggendario complesso del Ruwenzori, il Duca degli Abruzzi decide di battere gli inglesi sul tempo: studia i fallimenti delle spedizioni che avevano tentato di conquistare i “Monti della Luna” e sceglie di far cominciare la sua ascesa durante la tarda primavera, periodo meteorologicamente propizio. Può contare su tre guide alpine di Courmayeur, fra le migliori al mondo: due di loro sono reduci della conquista del monte Kenya. Il 1° giugno 1906 la spedizione inizia la salita lungo la Valle del fiume Mobuku, scontrandosi subito con l’intricatissima vegetazione ed il terreno fangoso. Più in alto, passata la fascia della foresta pluviale, la spedizione prosegue tra speroni di roccia e creste moreniche, per piantare il campo base a quota 3.800 m dopo una settimana di arduo cammino. Il 10 giugno il Duca, insieme ad alcuni compagni ed al fotografo Vittorio Sella, era già su un contrafforte a quota 4.500 m e pochi giorni dopo anche le cime più alte vengono conquistate. In totale gli italiani riescono a conquistare prima di ogni altro occidentale ben 15 cime sopra i 4.500 metri. Le mitiche Montagne della Luna vengono tutte battezzate con nomi di casa Savoia; la più alta, di 5.119 metri, viene chiamata Margherita, in onore della regina italiana. Ma gli esploratori non si limitano a scalare le vette. Fanno anche rilevamenti geografici e importantissime osservazioni scientifiche sulla geologia, la flora e il clima della zona. Fra l'altro, identificano e studiano ben trenta ghiacciai. Pochi anni dopo lo straordinario successo ottenuto in Africa, il Duca degli Abruzzi parte per l'Himalaya, dove riesce a raggiungere la quota di 7.498 metri: un record, per la sua epoca. Ma durante la prima guerra mondiale, nominato ammiraglio, non riesce ad avere altrettanta fortuna, e la sua fama declina.
Alla fine del conflitto si trasferisce definitivamente in Africa, dove costruisce un villaggio e si lega, pare, a una donna somala di straordinaria bellezza. E' qui che, coerentemente, conclude la sua vita di avventure e di solitudini: una vita straordinaria, decisa nel momento in cui, da ragazzo, si era arruolato in Marina come mozzo.

IL NILO
La sorgente del Nilo, a cui alludeva vagamente Tolomeo nei suoi antichi scritti, fu uno dei grandi misteri geografici dell’epoca Vittoriana. Il desiderio di scoprirla ha portato Livingstone, Stanley, Burton e Speke ad imbarcarsi in epici viaggi di esplorazione. Fu proprio John Hannin Speke che, durante la spedizione del 1858, insieme all’inglese Burton scoprì il Lago Vittoria e suggerì, non senza critiche, che una piccola cascata che fluiva verso Nord potesse essere la leggendaria sorgente, una teoria la cui accuratezza fu confermata più di dieci anni dopo da Stanley. La ricognizione completa del Kagera, dovuta al tedesco H. Baumann, accertò che tale fiume era la più remota sorgente del Nilo Vittoria.

La cascata descritta da Speke, oggi nei pressi della città di Jinja, è sommersa sotto il bacino della diga di Owen Falls Dam, la principale fonte di energia idroelettrica dell’Uganda. In ogni caso una visita alla sorgente del Nilo rimane sempre un’esperienza emozionante e meravigliosa.

Agli sconvolgimenti tettonici determinati dalla Rift Valley si deve la complessa idrografia del bacino superiore del Nilo, cui il territorio ugandese appartiene quasi per intero.
Il Nilo è il fiume più lungo della Terra, con una lunghezza di 6.671 Km. Nasce nell'Altopiano del Burundi, con il nome di Nilo Kagera (precisamente da uno dei suoi rami superiori, il Luvironza). Dopo un breve tratto nel Burundi il fiume entra in Tanzania e successivamente in Ruanda ed Uganda. Successivamente il Nilo Kagera entra nel lago Vittoria, e ne esce col nome di Nilo Vittoria, attraversando anche il Lago Kyoga. Poco oltre precipita dalle cascate Kabalega (già Murchison) e tocca il Lago Alberto. In seguito cambia nuovamente nome in Nilo Alberto (uscendo dall'omonimo lago), ed entra in territorio sudanese.
Qui cambia nuovamente nome in Nilo delle Montagne, che mantiene fino alla confluenza con il Nilo delle Gazzelle. Da questo punto viene chiamato Nilo Bianco e continua a dirigersi verso Nord fino alla capitale del Sudan, Khartoum, dove riceve le acque del suo maggior affluente, il Nilo Azzurro. Continuando nel suo corso assume finalmente la denominazione di Nilo e con un percorso ondulato raggiunge l'Egitto. In questo tratto si abbassa da 350 metri di altitudine a 95 m, attraverso una serie di 6 cataratte. Poco prima di entrare in Egitto il fiume si allarga per formare il lago artificiale Nasser, nato con la costruzione della Diga di Assuan. Proseguendo sempre verso Nord, vengono bagnate tutte le principali e storiche città egiziane, fino alla zona metropolitana di Il Cairo. Poco dopo inizia l'enorme delta (con i due rami principali Rosetta e Damietta), in una regione fertilissima e densamente popolata, fino alla foce nel Mar Mediterraneo.

IL LAGO VITTORIA ED IL LAGO ALBERTO
Elemento idrografico vistoso, che rientra però solo parzialmente nei confini ugandesi, è il Lago Vittoria (68.100 kmq; terzo del mondo), che occupa un'ampia depressione tra i due rami orientale e occidentale della Rift Valley. Esso ha come maggiore immissario il Kagera, alimentato dalle alte terre del Ruanda e del Burundi e considerato il principale ramo del Nilo; il suo emissario è il Nilo Vittoria (Kabalega) che, attraverso una complessa idrografia comprendente il Lago Kyoga e ampie zone allagate, dopo aver formato le cascate Kabalega (ex Murchison Falls) si immette nella fossa che accoglie il Lago Alberto: diviso tra lo Zaire e l'Uganda, è il più settentrionale dei bacini occupanti la grande fossa tettonica equatoriale. Riceve il Nilo Vittoria, che ne esce a nord arricchito, col nome di Nilo Alberto, e il Semliki. Circondato da foreste equatoriali e piantagioni di caffè, è molto pescoso, ma infestato da coccodrilli. Fu scoperto da Baker nel 1864. I porti principali sono: Kasenye (Zaire) e Butiaba (Uganda).

Benché l'Uganda sia un Paese equatoriale, il suo clima presenta gli aspetti propri delle alte terre est-africane e ha ritmi monsonici. L'aliseo di sud-est, come nel Kenya, apporta le precipitazioni maggiori da marzo a giugno; la seconda stagione piovosa, da ottobre a dicembre, è dovuta agli apporti, non molto elevati, dell'aliseo di nord-est. Complessivamente cadono circa 1.500 mm annui di pioggia nella sezione centrale (Entebbe) che diminuiscono verso nord-est (600 mm). Le temperature, mitigate dall'altitudine, hanno oscillazioni stagionali limitate (la media a Entebbe è sui 20-22 °C): ciò vale più o meno per tutto l'altopiano. La presenza di vasti laghi determina poi ulteriori contrasti climatici, particolarmente accentuati nel caso del Lago Vittoria; quanto agli effetti dell’altitudine, basta pensare al Ruwenzori, le cui cime perennemente innevate ospitano anche alcuni ghiacciai e i cui versanti meglio esposti ai venti carichi di umidità ricevono sino a 4.000 mm annui di precipitazioni.

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