Ultima di molte città succedutesi come capitali – secondo il concetto di transitorietà insito nella religione buddista
– Yangon, o Rangoon com’è stata conosciuta fino al 1989, ha mantenuto l’atmosfera e l’impianto urbanistico della
città coloniale. I cambiamenti non hanno scalfito la sua anima, il fervore religioso della gente, le espressioni di una
cultura dalle mille sfaccettature. Per strada, al mattino presto davanti ai templi, i monaci dalle tuniche color zafferano
attendono in lunghe file tendendo le ciotole nelle quali i fedeli deporranno un’offerta di cibo, unico sostentamento
durante il loro pellegrinaggio per insegnare la Dottrina.








Lungo la costa meridionale dell’Arakan, affacciata sul golfo del Bengala, c’è una delle più belle spiagge del sud-est
asiatico. Chilometri e chilometri di sabbia bianchissima e di palme a incorniciare un mare limpido come un cristallo,
piccoli villaggi costieri raggiungibili passeggiando lungo la spiaggia e, dopo il tramonto, le luci tremolanti sulle
barche dei pescatori che danzano sull’acqua.Thandwe (Sandoway) e la spiaggia di Ngapali portano alla ribalta un
Myanmar diverso, ideale completamento di un tour culturale.